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Sono lecite le registrazioni audio di una conversazione?


È ritenuto lecito registrare con supporti audio conversazioni in cui l'investigatore abbia preso parte. Questo significa conversazioni effettuate alla presenza del detective, anche nel caso quest'ultimo resti in silenzio. È altresì ritenuto lecito registrare conversazioni all'insaputa dei diretti interessati. Un investigatore esperto è pertanto in grado di adoperare al meglio questo strumento normativo, al fine di produrre materiale e prove oggettive per le proprie indagini.

A defenire la legittimità delle registrazioni è stata la corte di cassazione con la sentenza n. 24288/2016, che specifica anche come la conversazione da parte di una persona che ne prenda parte attivamente o ne assista previa autorizzazione, può essere utilizzata legittimamente in sede processuale senza previa autorizzazione del GIP.

L'investigatore privato che effettui quindi registrazioni di proprie conversazioni non incorre in nessuna violazione di legge, in quanto, precisa la corte, questo ricade nella particolare forma di documentazione fonografica non sottoposta alle formalità proprie dell'intercettazione in senso tecnico.

In particolare tali registrazioni, visto che sono effettuate da chi vi partecipa o assiste non lede il diritto alla riservatezza e segretezza della comunicazione. I contenuti della conversazione viene legittimamente appreso soltanto da chi palesemente vi partecipa o vi assista, e l'acquisizione della registrazione può avvenire legittimamente: il documento contenente la registrazione non è altro che la documentazione fonografica dei colloquio,

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